tag:blogger.com,1999:blog-64663751171538560722008-05-09T03:36:02.571-07:00fuori campo - Casalewebantoniohttp://www.blogger.com/profile/16049651723050552673noreply@blogger.comBlogger5125tag:blogger.com,1999:blog-6466375117153856072.post-13929970875097755972008-04-17T03:06:00.000-07:002008-04-17T03:15:08.140-07:00comunali 2008 : vento di cambiamento<span style="font-style:italic;">riportiamo un intervento di Mario Bertolino (comparso su www.carinola.net) che mi sembra essere un' analisi attenta dei risultati elettorali nel nostro comune<br /></span><br />15 Aprile 2007: una giornata che resterà indelebilmente nella mente di molti carinolesi, una giornata che sarà ricordata da molti come la giornata della svolta, una giornata che molti attendevano almeno da 15 anni, e invece per altri vorrà essere cancellata nel più breve tempo possibile. <br />Comunque si guardino le due facce della stessa medaglia questa giornata sarà consegnata alle generazioni future.Nell’articolo precedente si faceva riferimento ai tanti vincitori, ma sicuramente in questa tornata elettorale c’è solo un vincitore e un solo sconfitto su tutti: colui che più di tutti ha vinto è stato Gennaro Mannillo. Una persona che ha avuto la lungimiranza politica di avvertire un’ aria di cambiamento e allo stesso tempo ha avuto la freddezza di condurre una campagna elettorale da “ex” senza alcuna lacuna o rimpianto, una persona che ha letteralmente “scippato” la poltrona di sindaco a un qualsiasi, sottolineo qualsiasi, esponente della destra carinolese. Quindi ora, a risultato acquisito e a mente sgombra dalla campagna elettorale, bisogna riconoscere che Mannillo, al di la di quelle che possono essere valutazioni valoriali, è stato artefice della più proficua mossa politica degli ultimi anni. <br />Fin qui la faccia allegra della medaglia, ma si sa; per ogni vincitore c’è sempre un vinto. E sicuramente questa volta lo sconfitto ha un nome ben preciso: Pasquale Di Biasio, si è conclusa una campagna elettorale che lo ha visto sicuro protagonista, fatto che non è stato apprezzato dai cittadini, e quindi non ha dato il risultato da lui sperato. Il cambiamento veniva inneggiato anche nella lista Carinola Democratica nonostante che metà dei consiglieri aveva una consiliatura alle spalle, forse era possibile anche con Marrese sindaco, ma che necessitava il sacrificio di colui che è stato il Deus ex machina della politica calena negli ultimi 10 anni. Forse col senno di poi non si scrivono le pagine di storia, ma è innegabile che la gente voleva qualcosa di nuovo, e quindi anche la fiducia, che gli uomini della lista Carinola Democratica potevano trasmettere, ha dovuto pagar dazio a tutto ciò. I malumori che da anni serpeggiavano nei confronti di Pasquale Di Biasio che non avevano avuto finora mai una conseguenza politica questa volta si sono concretizzati nella cabina elettorale, questa volta la gente ha scelto di cambiare, al di la della proposta politica, forse per un bisogno assolutamente fisiologico. <br />Quindi ora si prospetta una nuova stagione politica, una stagione che non ancora appare del tutto nitida, ma che è il risultato del volere del popolo che in democrazia è sempre sovrano.<br />Mario Bertolinojeronimushttp://www.blogger.com/profile/06165585515535734298noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6466375117153856072.post-15628211641032669312008-02-19T23:50:00.000-08:002008-02-19T23:55:56.671-08:00Un appelloInefficienze, malaffare, corruzione; giorno dopo giorno abbiamo prove sempre più nitide di come permeino la nostra società, ma da questa evidenza sorge anche una esigenza di cambiamento che viene avanti sempre più forte e chiara sia a livello nazionale, che nel nostro più piccolo livello comunale. Questa esigenza la ascoltiamo e la esprimiamo tutti e dappertutto, anche nelle strade e nelle piazze, la leggiamo tutti, anche sui blog e sui siti internet carinolesi, che mai come adesso riportano sempre più spesso, la voce di chi è stanco, estremamente stanco, della situazione in cui stiamo vivendo. Sorge dal basso questa esigenza di cambiamento, di rinnovamento, questa sensazione di inutilità di gran parte della nostra classe politica, che appare sempre più dedita al perseguimento del bene personale a discapito di quello comune.<br />Credo sia opportuno, in riferimento alla situazione locale, mettere un attimo da parte le riflessioni sugli schieramenti politici, sui partiti codificati e valutare invece altri elementi. Credo che a livello locale gli schieramenti di campo contino ben poco, contano invece le capacità personali, l’onestà, la volontà di risolvere i problemi, a prescindere dall’appartenenza a questa o a quella formazione. Tantissimi oggi esprimono il desiderio che le persone migliori della nostra società civile, politici e non, si impegnino in prima persona, eventualmente anche in maniera politicamente ‘trasversale’. I problemi, le emergenze che abbiamo di fronte sono assai gravi, e non si possono risolvere credo presentando, come se nulla fosse successo, per le prossime elezioni le candidature delle solite persone, le solite degli ultimi decenni, che, qualunque sia stato il loro colore politico, hanno dato vita ad una scialba, inconsistente, inutile e perniciosa parodia della democrazia. Provocatoriamente mi viene da dire che forse avremmo avuto rappresentanti migliori se li avessimo estratti a sorte invece di eleggerli.<br />In tanti invitiamo con tutto il cuore gli schieramenti in lizza per le prossime comunali a rinnovare e a rinnovarsi, presentando volti nuovi, che abbiano idee nuove e nuove capacità, invitiamo anche nuove forze e ed espressioni della nostra realtà a farsi avanti, perché ne abbiamo tutti bisogno.<br />Il nostro Comune ha sempre posseduto e possiede risorse umane enormi, che hanno brillato e brillano in tanti campi, professionali, sociali, culturali; la nostra società civile ha espresso ed esprime donne e uomini di grande levatura e capacità. La nostra società civile, la nostra popolazione, frequentemente mortificata da un certo modo piccino e personalistico di fare politica, non merita i rappresentanti che spesso ha avuto, merita molto di meglio. Per questo credo che non si possa ancora andare avanti in questo modo, occorre un cambiamento, un radicale rinnovamento che porti a un salto di qualità nell’amministrazione della nostra comunità.<br />Jeronimusjeronimushttp://www.blogger.com/profile/06165585515535734298noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6466375117153856072.post-72568982377931146602008-02-01T13:43:00.000-08:002008-02-01T14:01:33.174-08:00Cose dell'altro mondo<span style="font-family:trebuchet ms;">L’incauto visitatore che avesse la ventura di attraversare le nostre terre avrebbe senz’altro l’impressione di essere precipitato in un altro mondo, un mondo specularmente opposto al mondo civile, un mondo irreale dove le cose, i fatti, le persone vivono capovolte. Un mondo dove tutti fanno finta di vivere in maniera normale o razionale laddove c’è ben poco di normale e razionale, dove si mangia, si beve, si lavora, si cammina, negli spazi angusti che ci lasciano i cumuli di rifiuti. Un mondo dove negli ospedali ci sono più primari che pazienti, un mondo dove col lavoro si muore più che vivere, un mondo dove più conta chi è più furbo o più ladro o più imbroglione, un mondo dove tanti rappresentanti del popolo non rappresentano che se stessi, un mondo dove tutto si progetta e nulla si realizza, un mondo in cui tutto va tranquillamente, pacatamente alla malora. Un’ anticamera di un inferno cui ci abituiamo poco a poco<br /><br />“L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso e esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno e farlo durare, e dargli spazio”<br /><em>Italo Calvino – le città invisibili</em><br /><br /></span><span style="font-family:trebuchet ms;"></span>antoniohttp://www.blogger.com/profile/16049651723050552673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6466375117153856072.post-83951415672801603432008-01-22T23:45:00.000-08:002008-01-23T00:52:41.695-08:00fuori campo<span style="font-family:trebuchet ms;">Abbiamo voluto arricchire Casaleweb con questo spazio destinato prevalentemente agli interventi dei lettori, uno spazio in cui tutti possono in maniera molto immediata far sentire la propria voce. Invitiamo quindi tutti ad esprimere opinioni, commenti, critiche, proposte, od ogni altro contributo che possa contribuire a migliorare la diffusione delle idee e dell'informazione. In questi mesi stiamo vivendo in tutta la regione una situazione molto triste, crediamo sia opportuno discutere in primo luogo su questi fatti. Aspettiamo i vostri interventi.</span>antoniohttp://www.blogger.com/profile/16049651723050552673noreply@blogger.comtag:blogger.com,1999:blog-6466375117153856072.post-44593248537378877072008-01-22T14:01:00.000-08:002008-01-23T00:53:32.064-08:00Rifiuti e società<p class="MsoNormal" style="MARGIN-TOP: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 0pt" align="justify"><span style="font-family:trebuchet ms;">Gli avvenimenti locali e regionali degli ultimi giorni ci stanno mostrando in maniera assolutamente impietosa qual è lo stato della nostra società, l’immondizia, le cui immagini fanno il giro del mondo, che sta per mettere in ginocchio agricoltura e turismo, due pilastri fondamentali della nostra economia, ci lasciano in un profondo stato di amarezza. L’assoluta incapacità che stanno dimostrando le autorità preposte nel risolvere un problema che è ormai annoso, ci porta naturalmente a domandarci come può succedere tutto questo in un paese civile. Chi sono i colpevoli? Ognuno ha probabilmente la sua risposta: i politici, la camorra, il governo, la regione. E’ assai probabile che tutte le risposte contengono almeno in parte la verità. Un disastro del genere, che a differenza di un terremoto, è un disastro annunciato, ha richiesto secondo noi un grande concorso di forze e di interessi oltre che di colpevole incapacità. E purtroppo l’immondizia è solo la punta dell’<i>iceberg</i>, sotto c’è tutto un oceano limaccioso di cose che non funzionano e marciscono; qui non funziona più niente, sanità, istruzione, sicurezza, non è solo la politica che non funziona. Qui siamo alla mercè di gruppi di potere di ogni genere, politici, commerciali, industriali, finanziari, criminali, qui non esiste più una reale forma di democrazia rappresentativa. Molti politici hanno ripreso alla grande le collaudate pratiche della prima repubblica, si è sviluppata e ingigantita una burocrazia onnipotente, una pletora di enti e di organismi che non servono che a perpetuare potentati e a distribuire prebende, che non rispondono a nessuno di quello che fanno o che fanno finta di fare. C’è gente che non riesce ad arrivare alla fine del mese, ci sono operai che muoiono sul lavoro come ai tempi del capitalismo selvaggio, ma milioni di euro vengono bruciati nelle più inverosimili iniziative o in progetti che non hanno alcuna ricaduta sociale o economica. </span></p><p class="MsoNormal" style="MARGIN-TOP: 0pt; MARGIN-BOTTOM: 0pt; TEXT-ALIGN: justify"><span style="font-family:trebuchet ms;">E’ possibile andare avanti su questa strada? Stiamo producendo una società malata, dove nessuno finisce più di scandalizzarsi per niente, dove lentamente, in maniera strisciante sta passando il concetto che tutto si può fare purchè dia un utile personale, passando sopra gli altri, passando sopra alle regole, passando sopra alla civiltà.</span></p><hr />antoniohttp://www.blogger.com/profile/16049651723050552673noreply@blogger.com