martedì 27 gennaio 2009

Internet e società

Internet è un grande strumento di democrazia, un mezzo con il quale soprattutto chi ha poche risorse ha modo di far conoscere le proprie idee, buone o cattive che siano, in tutto il mondo, al di fuori della ristretta cerchia di amici, conoscenti o concittadini.
Da giovani (erano gli anni 70 – 80) cercavamo di far conoscere le nostre idee (e anche le nostre provocazioni) con i manifesti murali (rigorosamente scritti a mano con il pennarello), con i volantini o i giornalini (tiratura 100 – 150 copie). Non sto a narrare le difficoltà che comunque si incontravano per produrre tali materiali di informazione che nella migliore delle ipotesi sarebbero stati letti da un paio di centinaia di persone. Nottate di lavoro per scrivere a mano e affiggere i manifesti, o per preparare le matrici, per reperire in prestito un ciclostile, stampare e impaginare ecc ecc. Erano altri tempi.
Oggi è tutto assai, forse troppo, più semplice, e chiunque può pubblicare quasi in tempo reale quello che pensa. Questo è un formidabile strumento di democrazia e di diffusione delle idee.
Allo stesso modo oggi chiunque, stando comodamente seduto a casa propria, può reperire dalla rete in tempi brevissimi, informazioni, materiali, conoscenze; allo stesso modo può compiere molti atti della vita quotidiana risparmiandosi code negli uffici, spostamenti, perdite di tempo (e di pazienza).
Questo grande strumento, nasconde però in sé forti rischi, qualcuno è stato già sottolineato dagli studiosi di comunicazione, dai sociologi, il rischio di un sopravvento della comunicazione virtuale tra gli uomini a scapito della comunicazione reale, quella fisica, fatta di sguardi, strette di mano, di chiacchiere, di gesti, il rischio che le comunità virtuali (di per sé evanescenti) sostituiscano quelle reali.
E’ un altro aspetto che però vorrei mettere in evidenza, il pericolo che internet e le nuove tecnologie dell’informazione finiscano per creare una nuova forma di discriminazione sociale, tra coloro che possono usufruire di questi strumenti e coloro che invece non ne hanno la possibilità, un fossato culturale, un nuovo e pesante divario sociale ed economico che in ultima analisi finisce per approfondire ancor più il solco tra classi ricche e classi povere (economicamente, culturalmente).
Noi che usiamo le nuove tecnologie non dovremmo cadere nell’equivoco che esse realizzino la democrazia, che migliorino comunque la qualità della vita, possono farlo solo per alcune fasce sociali; per gran parte della popolazione del pianeta Terra sono assolutamente inutili. Il vecchietto continuerà a fare tre ore di fila per pagare la bolletta, il nostro vicino di casa continuerà ad andare al Comune per il certificato, il disoccupato continuerà a farsi prendere in giro dal politico di turno, la donna della Costa d’Avorio continuerà a macinare i suoi 10 chilometri per prendere l’acqua. La democrazia è ancora ben lontana dall’essere realizzata, e va realizzata sul campo, ieri come oggi, con lo sviluppo economico, con l’emancipazione dei popoli e degli individui, con la solidarietà, con la tolleranza, con la lotta alle discriminazioni e allo sfruttamento, con politiche che si occupino delle esigenze degli uomini piuttosto che di quelle dei capitali. E su questo anche il popolo della rete deve lavorare.
Antonio Cerbarano

venerdì 2 gennaio 2009

riflessioni

Far rivivere ogni aspetto della tradizione locale, sia esso il beneaugurale canto di SANTU SULEVIESTU o una semplice parola dialettale (non dimentichiamo MAI che è dal "dialetto" che l'ITALIANO trae origine), è un'azione altamente meritoria e per cui dovremmo ringraziare il comitato per la FESTA DELLA VENDEMMIA.
Comunque mi vedo costretto (e nessun termine è stato usato meglio perché MAI E POI MAI avrei voluto farlo... ), dicevo mi vedo costretto a sottolineare che l'albero di Natale eretto dall'Amministrazione Comunale in Piazzetta è stato V-A-N-D-A-L-I-Z-Z-A-T-O dal solito gruppuscolo di ragazzini locali: quelli che credono di scrivere bene lo chiamerebbero "B-R-A-N-C-O" ma io non sono assolutamente d'accordo perché un branco è formato da animali e gli animali agendo in funzione dell'istinto non sono capaci di concepire la cattiveria, o qualcosa di così stupido, insensato, inutilmente distruttivo o cretinamente sbagliato! Tutto ciò fa pensare ad una sola cosa: A CASALE NON SI PUO' FARE UN C..., BESTIE SIAMO E BESTIE SIAMO DESTINATI A RIMANERE.
Qualche benpensante dirà: non esageriamo del resto l'albero sta ancora sù! E grazie, non è stato bruciato perché in concreto non è un albero in senso stretto, ma dei filamenti illuminati disposti a forma di albero. Insomma alcuni di quei filamenti erano bruciati, non funzionavano più, e in più le transenne che delimitavano il tutto erano state spostate e disperse altrove.
Non voglio abbandonarmi ad inutili indagini psicologiche per capire di chi è la colpa di questi comportamenti assurdi, se della società o solo di chi dovrebbe educare ma è capace solo di distruggere gli altrui tentativi all'educazione stessa (per chi fingesse di non aver capito alludo ai GENITORI di quei vandali travestiti da adolescenti!) comunque vero è che abbiamo iniziato il 2008 con i rifiuti che ci arrivavano alle orecchie, lo abbiamo concluso dimostrando che siamo le solite bestie, a questo punto mi chiedo: cosa ci riserva questo 2009?

(post ricevuto da un nostro concittadino)